Inserito il 18 maggio 2018 da Carmine Calabrese in ATTUALITA'
 
 

Musica: Manuel Pippus presenta Penk, 5 canzoni per 5 cantautori napoletani



Di Carmine Calabrese

Manuel Pippus, classe 1980, chitarrista elettrico e autore napoletano. 

Manuel, nel tuo curriculum vanti cooperazioni anche fuori dai confini nazionali, hai scritto e suonato per un progetto brit-pop chiamato “The Q-Indie”. In che modo sei arrivato oltre Manica?

“Subito dopo lo scioglimento dei Quasar, la mia prima band, per fare quello che ci piaceva di più cioè il brit – pop abbiamo dato vita assieme al cantante Fabrizio De Carlo e a Vittorio Maggesi (che collabora con me anche con Penk ) il progetto inglese “The Q-Indie. Abbiamo girato l’Italia in lungo e in largo e siamo arrivati fino in Inghilterra dove era in programma una tournèe tra Manchester e Liverpool che non abbiamo più fatto perchè un componente del gruppo ci ha dovuto abbandonare. E’ stata un’ esperienza bellissima che ci ha dato tante soddisfazioni ma che purtroppo è finita. E’ molto difficile, infatti, fare uscire musica inglese nella nostra nazione.”

Oltre a suonare, hai un agenzia di animazione e un locale di musica live nel centro storico di Napoli, l’ MMB. Come fai a conciliare la tua attività lavorativa con quella di musicista?

Il mio lavoro principale è quello che svolgo all’ MMB Napoli e lì il luogo in cui posso esprimere, in veste di direttore artistico, tutto quello che mi piace fare. Gestire un’agenzia di animazione che ti impegna tutto l’anno, nonostante si lavori solo d’estate, e un locale come l’MMB che va seguito tutti i giorni, è impresa assai difficile. Quando sono a casa,quando posso, scrivo qualche canzone ma più per passione personale che per altro.

La tua ultima iniziativa in ambito musicale è Penk. Di che cosa si tratta?

Penk è un progetto nato per divertimento. Volevo dedicare, come tutte le persone innamorate, una canzone ad una ragazza con cui ero stato tempo fa. Ad un certo punto questo pezzo è finito nelle mani di amici produttori a cui è piaciuto molto e che hanno deciso di finanziarlo. Fanno parte del progetto Paci Ciotola che è il mio producer, Vittorio Maggesi che si occupa di arrangiamenti e mix e Gianni Nebbia che cura il mastering.

Come mai hai chiamato il tuo progetto PENK?

PENKwe in indoeuropeo significa 5, e il cinque è un numero molto importante nella mia storia, è un giorno di inizio e anche un giorno di fine, e da qui nasce l’idea di scrivere 5 canzoni per 5 cantautori napoletani assecondando il loro stile musicale”.

Per interpretare Nun è over il primo brano del progetto, la tua scelta è caduta sul cantante Luk. Perchè?

Nun è over è un pezzo scritto in napoletano. Lo canta Luk perché è il personaggio che mi ha fatto venire voglia di ricominciare a scrivere e perché fa parte della nuova categoria dei cantautori partenopei. Non bravo, di più. L’ho sentito cantare in un club e mi sono subito innamorato della sua voce intensa, perciò l’ho invitato ad esibirsi nel mio locale. Prima che suonasse, abbiamo litigato ma poi è stato bravissimo. Da quella sera ho deciso che avrei scritto una canzone per lui.”

Il secondo pezzo di Penk verrà cantato da Giampiero Troianiello dei Beltrami, cantante più pop-folk . Il pezzo si chiamerà “Fa poco freddo fuori”. Ci puoi dare qualche anticipazione in merito?

Si.  Fa poco freddo fuori la canterà Giampiero dei Beltrami. Non potrei dirlo perché il bello di questo progetto è che non si sa chi interpreterà le canzoni. Giampiero ha una voce folk molto particolare. Il pezzo è completamente diverso da quello di Luk, un genere diametralmente opposto. Io non scrivo per fatti miei ma cerco di adattare i miei testi e le mie musiche al cantante con cui intendo collaborare.”

Puoi svelarci gli altri 3 cantautori che faranno parte del progetto Penk o è top secret?

Per quel che riguarda il resto dei cantanti, ho già detto troppo. Posso solo aggiungere che quest’ultimi sono già stati scelti e i pezzi sono stati già scritti anche se non sono stati ancora registrati. Uscirà un video ad ogni nuova canzone. Adesso stiamo preparando quello di Giampiero.”