Inserito il 30 settembre 2018 da Carmine Calabrese in SPORT
 
 

Juventus – Napoli 3 -1: il mercato ha fatto la differenza




di Carmine Calabrese

A meno di miracoli(beato a chi ci crede…) anche quest’anno la Juventus vincerà a mani basse l’ennesimo scudetto, l’ottavo consecutivo. La compagine bianconera, che già da diverse stagioni domina nel campionato italiano, è uscita ulteriormente rafforzata dall’ultimo mercato estivo con gli acquisti di Cancelo, Emre CanBonucci, Perin e soprattutto Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, nonostante non stia segnando con continuità, sta diventando sempre più decisivo nello scacchiere di Allegri. Molto più del giocatore di cui ha preso il posto cioè Gonzalo Higuain che all’ombra della Mole non è mai riuscito ad esprimersi a grandi livelli. Il Napoli, che nella passata stagione ha reso davvero complicata la conquista del titolo da parte della squadra della famiglia Agnelli, dal canto suo non ha fatto una campagna acquisti all’altezza dei campioni d’Italia. Che il mercato dei partenopei non sia stato roboante lo dimostra il fatto che il nuovo allenatore degli azzurri, Carlo Ancelotti, nella partita più importante del girone d’andata, quella con i primi della classe, ha schierato, fatta eccezione per Ospina in luogo di Reina, la stessa formazione titolare dell’anno scorso, orfana di Jorginho(tra l’altro non adeguatamente sostituito). Confermando, e non ce n’era davvero bisogno, che i nuovi acquisti del Napoli sono solo buoni rincalzi per far rifiatare quelli che giocano di più e null’altro. All’arrivo del tecnico reggino molti top-player furono accostati al Napoli, tra gli altri Vidal, Benzema,Chiesa, Suso e Cavani, ma nessuno di questi alla fine ha indossato la maglia azzurra. Come ha chiarito in maniera inequivocabile il big match di sabato scorso, il gap tra Juventus e Napoli rispetto agli anni scorsi è di gran lunga aumentato, rendendo di fatto più noioso il campionato italiano che dopo appena sette giornate non ha già più nulla da dire. Del resto, a parziale giustificazione del patron dei partenopei, Aurelio De Laurentiis, c’è da dire che che c’è poco da competere con una società che ha la forza economica di investire per un solo giocatore di 33 anni e a fine carriera ben 117 milioni di euro.