Inserito il 17 marzo 2020 da Carmine Calabrese in NEWS
 
 

Tamponi a tappeto, vero argine alla diffusione del Covid19?


di Carmine Calabrese

La terza regione più colpita dal Covid19 per numero di deceduti, dopo Lombardia ed Emilia Romagna, è il Piemonte, dove hanno perso la vita 111 contagiati su 1516, il 7,32%. In Veneto i morti sono stati 69 su 2437(2,79%). Il tasso di mortalità più basso in questa regione è dovuto al fatto che Luca Zaia, avendo effettuato 35052 tamponi, è riuscito a scovare tanti infettati asintomatici, potenziali untori che ha messo giustamente in quarantena. In altre parole dei 2473 veneti che risultano positivi al coronavirus, solo 654 sono realmente malati(498 ricoverati con sintomi – 156 in terapia intensiva). Se il tasso di mortalità si calcolasse su questo numero la percentuale sarebbe anche in Veneto in linea con le altre regioni del nord Italia. In Lombardia ad esempio su 10861 casi ancora in essere, al netto di deceduti e guariti, 3867 sono in isolamento domiciliare, 6994 in ospedale(6171 ricoverati con sintomi – 823 in terapia intensiva). Questo dato, da un lato spiega il tasso di mortalità al 9,69%(ancora in aumento rispetto al giorno prima) nella regione governata da Fontana, dall’altro dice che il numero di contagiati lombardi va ben al di là dei 14649 fino ad ieri accertati. Ci sono in questa regione, come dimostra l’esempio del Veneto, sicuramente in giro ancora tantissimi inconsapevoli infettati che hanno diffuso e continuano a diffondere il Covid19. Oltre al distanziamento sociale, un’altra soluzione efficace a contenere il contagio sarebbe senz’altro quindi quella di fare tamponi a tappeto a tutta la popolazione, come è stato fatto a Codogno e in parte in Veneto. Se non in tutt’Italia, visto i costi esorbitanti e la mancanza di strutture idonee, bisognerebbe fare quest’operazione almeno nelle tre regioni italiane più colpite.